
Originariamente Scritto da
casca
L'insolazione di una zona incide, ovviamente, sulla resa del pannello, ma non in maniera così determinante come ci si potrebbe aspettare. Non saprei riportarvi dati percentuali percentuali precisi, ma va comunque detto che il pannello lavora bene anche in condizioni di nuvolosità. Certo che l'irraggiamento di Taormina è preferibile a quello di Londra (e questo ci dovrebbe far riflettere sulle opportunità che avremmo nello sfruttare queste risorse), ma i pannelli sono tarati per funzionare su uno spettro di frequenze piuttosto ampio, massimizzati, ovviamente per la frequenza della luce naturale.
Il limite della tecnologia fotovoltaica in sé sta nel rendimento stesso dei pannelli. In laboratorio avevo testato pannelli amorfi e cristallini e avevamo raggiunto rendimenti inferiori al 13%. I pannelli migliori superano a stento il 20%. Questo non vuole assolutamente essere un disincentivo, anzi. Dico solo che, secondo me, c'è ancora margine di sviluppo della tecnologia; qualche tempo fa avevo addirittura sentito parlare di
vernici fotovoltaiche. 