Citazione Originariamente Scritto da GiPiRat Visualizza Messaggio
Certo che sì, i crediti si esigono, ma mi spieghi perché, se il procedimento non si interrompe, dovrebbe interrompersi il credito del custode per il veicolo legato a quel procedimento? E, se il procedimento si chiude, perché non si provvede in merito al veicolo con dissequestro o demolizione e compenso al custode? La sentenza di cui parlavo è del 1996, ed è stata considerata da tutti i tribunali retroattiva, ti pare corretto?
Ci sarebbe molto da dire (e magari agli altri interessa poco)...
Per farla breve la ragione è: per motivi di certezza del diritto.
Cioè l'esercizio di un diritto (quindi non il diritto stesso) deve essere agito entro un determinato periodo di tempo (si distinguono prescrizione e decadenza) per consentire a tutti i soggetti di avere una ragionevole certezza su una certa situazione giuridica. Quindi non è consentito, dal nstro ordinamento, rivendicare l'esercizio di un diritto quando altri abbiano legittimamente ritenuto che quel diritto stesso fosse stato abbandonato (è appunto il principio di certezza del diritto). Tale abbandono si configura al verificarsi di una delle cause di estinzione del diritto tramite apposite figure concepite dal Legislatore (prescr. decad. rinunz. etc...).
Che piaccia o meno il Legislatore ha previsto questo fin da Giustiniano (quindi molto prima del 1942 - primo codice civile).
Inoltre non è che si estingua "il procedimento" (che ha un suo significato preciso, che è diverso dal diritto sottostante), si estingue il potere di esercitare il diritto (se la controparte paga ad esercizio estinto, non può ripetere la somme perchè il diritto - non il suo esercizio - sussiste ancora in senso sostanziale).
Fidati... ti garantisco che è cosi, ma spiegarlo per bene diventa lunghissimo.
Il problema è ben più grave, le tariffe, anche le più scarse, NON VENGONO RICONOSCIUTE! A meno che non ci sia un accordo diretto con le ditte di custodia del territorio e le autorità giudiziarie. Inoltre c'è una disparità di prezzi impressionante tra tariffe riconosciute al nord (solitamente vengono prese per buone quelle dell'ACI) ed al sud (che vengono stilate dalle prefetture!). Se poi non vengono neanche riconosciute, addio!
Le autorità giudiziarie non fanno accordi... quelli li fanno le autorità amministrative (come ad esempio le prefetture, ma non solo).
Semmai, nel corso di una tempestiva azione di riscossione da parte delle ditte, volta a recuperare il pagamento presso l'autorità amministrativa, il giudice riconosce o meno il quantum nella misura tariffaria quando non esistono accordi specifici (che però sarebbero sempre stipulati con l'autorità amministrativa).
Quindi il giudice giudica, non fa accordi.
Per il resto, è ovvio che chi ha il servizio di rimozione abbia anche quello di custodia, sono i più attrezzati. E la capacità di rimozione viene sempre prima di quella di custodia (che, comunque, non segue automaticamente), mai il contrario. Inoltre, la rimozione è assicurata a rotazione a tutte le ditte riconosciute sul territorio, in genere a giorni o a settimane alterne, a seconda del numero di ditte presenti.
eheheh la rotazione!!!
Certo, con la scusa che la PA deve avere più interlocutori e che non può dipendere da un unico fornitore, di fatto mette in concorrenza ditte diverse al fine di "tirare" al massimo nel momento della stipula degli accordi = se vuoi stipuliamo a prezzo x, altrimenti avanti un altro!! E tu che fai??
Comunque la custodia può avvenire anche senza avere il servizio di rimozione (figurati! gli fai un favore, così la parte più succosa la possono dare ad altri).
Ti assicuro che è così. Il compenso di custodia viene stabilito in camera di consiglio, e il grado superiore di giudizio è la cassazione.
La definizione del compenso (o la misura di un qualsiasi altro diritto) è una "questione di merito" e la Corte di Cassazione può essere adita solo in 5 casi ben definiti. Non lo dico io, lo dice l'art.360 cpc... ogni altra questione produrrebbe l'inammissibilità del ricorso.
Inoltre la Cass. non può mai essere adita in prima istanza (proprio perchè non è giudice di merito, ma della sola legittimità).
La competenza è del Tribunale (che decide in camera di consiglio) ed in caso di impugnazione si risalgono i gradi ove la Corte d'Appello (anch'essa giudice di merito) può riformare il quantum stabilito dal Tribunale ed ove la Cass non lo può fare (la Cass viene adita in sostanza per contestare gli errores in procedendo di un altro giudice, quindi per contestare la non corretta applicazione delle norme del cpc).
Assolutamente non li giustifico! Anzi, dovrebbero cambiare mestiere, invece, stranamente, l'attività si limita a passare ad un parente, mantenendo invariati luoghi, mezzi ed anche dicitura, senza soluzione di continuità!
Lo so che non li giustifichi, il fatto che si passino l'attività da un parente all'altro, indica che alla fine il loro ritorno lo hanno... di fatto l'attività di custode è, come dire (dai che siamo italiani a sappiamo come vanno le cose) una sorta di obolo alla Pubblica Amministrazione che in cambio ti fa lavorare in altri servizi.

Quoto.
Ma anche sollecitando un provvedimento di assegnazione direttamente presso il giudice, qualora questi abbia già optato per la demolizione.

Ciao, Gino
Esatto, ma a quel punto il guadagno di tempo (contro la ruggine) è poco, perchè sostanzialmente risparmi il tempo del decreto di demolizione (che avviene 24h ore prima che i mezzi vengano materialmente portati allo sfascio.
Comunque proprio per ovviare ai costi stratosferici che la Pubblica Amministrazione è costretta a pagare ai custodi, è stato previsto da qualche anno che i custodi possano acquistare i mezzi stessi in modo tale che la custodia non avvenda più nomine alieno (cioè per la pubblica amm.) ma nomine proprio (per se stessi) e con conseguente possibilità di rivendere i mezzi. Peccato che di solito gli entrano mezzi che non hanno alcun pregio ai fini di un restauro, oppure mezzi che non hanno l'età per essere storici, oppure mezzi che sono di certa gente (capisci a me), oppure mezzi di cui non comprendono il valore (tipo certe vespe) lasciandoli in proprietà all'amministrazione e preferendo ottenere gli oneri di custodia.
È una questione di candele...
il gioco (del restauro) ne vale la candela?? Gli conviene???


(no).

Noi la pensiamo da appassionati, ma i custodi no... loro vedono solo metri quadrati occupati (e a differenza dei demolitori, non possono accatastare i mezzi).