Ora (finalmente) vi posso presentare la mia Marrone. :D
E' una 125 Primavera nata nel 1975; la comprò un ragazzo di Milano, che poi si trasferì con la famiglia a Monza, e venne ad abitare nell'appartamento di fianco al mio.
La usava spesso, per tornare a Milano e incontrare i suoi amici di sempre e per qualche gita fuori porta.
Un giorno, facendola provare ad un amico, ebbe un incidentee la Marrone subì parecchi danni. Lo spavento fu forte. Da allora, non la fece riparare ma neppure si decideva a venderla. Finchè io compii 16 anni e mio padre, stufo di sentirsi rompere l'anima per il cinquantino
, pensò che forse una Vespa, tutto sommato, poteva andare bene. Se poi era anche usata e a buon mercato, meglio ancora.
Incredibilmente, il mio vicino di casa acconsentì, e la Marrone, ferita nel fisico ma indomita nello spirito, finì in un'officina per le riparazioni essenziali.
Avevo la Vespa! :D :D :D
Questo insetto viaggerino mi ha accompagnato fedele per tutti gli anni del liceo, anche quando poi ho preso la patente per la macchina.
In ogni stagione, con (quasi) ogni tempo, io e la Vespa eravamo sempre insieme. Quante volte di sera la strada luccicava per il gelo, e usavo il freno motore per rimanere in piedi... Ma sono sempre arrivato a casa. Anche ai tempi dell'università, qualche volta, mi facevo accompagnare dal suo ronzio rassicurante fin sotto la sede di via Festa del Perdono.
E così, fra lunghi riposi in garage e brevi tragitti cittadini, sono passati gli anni. Con la mia zavorra, la morosa che nel frattempo è diventata mia moglie e la madre dei miei due figli. Lei l'adora, ma ha un po' di timore a guidarla.
Per il lavoro mi sono anche trasferito a Milano; per uno scherzo del destino, abito nella stessa zona in cui abitava il primo proprietario: la mia Primavera, perciò, dopo tanti anni è tornata a percorrere l'asfalto che l'ha vista giovane 32 anni fa.
Ieri mattina sono andato finalmente a ritirarla dal carrozziere, che me l'ha rimessa in piedi dopo l'incidente di luglio. E' bellissima, sembra nuova. Ma rimane il rimpianto per un "conservato" che non esiste più e una sensazione strana a vederla così lucida, come io non l'avevo mai vista e come forse non è stata mai; perchè non è stato possibile rifarla con la nitro. Il sig. Hood ha ragione. Ma questo insetto strano, figlio di un'Italia intraprendente e positiva, che ha accompagnato (e accompagna) ancora tante persone sulle strade di tutto il mondo, questo insieme di leve e ingranaggi rimesso a lucido dopo tanti anni è davvero un pezzo della mia vita. E non basta una vernice troppo moderna per farmelo dimenticare.
PS - forse sono andato un po' lungo...ma me ne sono accorto solo alla fine